Graziata

Una delle meritorie opere del Post, il giornale online più fico che c’abbiamo, è lo scrivere spesso e volentieri delle font.
Helvetica
Le font (“deriva dal francese medievale «fonte», che significa «fuso», l’etimologia è quella di fonderia“) sono una delle cose più sexy tra quelle che non camminano e non suonano.
In particolare sexy, tra le due famiglie in cui si dividono, sono le font “graziate” – “serif” in francese – mentre quelle “bastone” – “sans serif” – sono pratiche ma molto meno eccitanti (insomma, “graziata” lo diresti di una provocante francese, “bastone” di una giunonica tedesca).
Ora, per il mio e vostro voyeurismo, una rassegna di link ad articoli del Post sulle font:
garamond_peignot

1. Per iniziare, come si dice:
L’alfabeto dei font
Perché tutti i libri italiani sono in Garamond (non tutti i libri italiani sono in Garamond, eh)
Più font per tutti (dove si affronta la questione di genere: “Font in inglese è neutro e l’italiano solitamente introduce nella lingua i termini neutri con il maschile. Così dunque è stato a partire da fine anni Ottanta anche per font, nonostante ci fossero alcuni secoli di tradizione al femminile“. Tradizione al femminile cui si rifà il conduttore del taxigiallo, qui)
Le cose da sapere sui font (questo parla di un libro, Just my type: a book about fonts, e vale la pena di leggerlo sebbene si occupi anche del disprezzatissimo Arial, il carattere usato da Microsoft che sembra Helvetica)
Come si sceglie il nome di un font

2. La complicata storia del Times New Roman
vs.
10 poster per i 60 anni di Helvetica
(ovvero: un bella “graziata” contro una “bastone” niente male)

3. Piccola pausa: La storia della tipografia, in cinque minuti
(io ve lo dico, il video dà feroce dipendenza)

4. Solo per noi, anziani lettori di giornali:
Tra Brera e Solferino (sì, si parla delle nuove font di un vecchio prestigioso giornale)

5. Sotoporteghi e altri posti con caratteri tutti loro:
Font francesi dal 1850 ad oggi
Il font di Londra
La tipografia della metropolitana di Berlino
(senza conoscere questa storia anche il conducente del taxigiallo, qui, ha fatto un po’ di foto alle diverse stazioni del metrò di Bruxelles, durante un viaggio lungo parecchie stazioni, quella volta che finalmente andò a vedere l’Atomium)
Tipografia urbana. Le città del mondo sono piene di cartelli, insegne e scritte: un grande archivio online le raccoglie e cataloga

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