Futura


Si chiamano Benedicta Chigbolu, Maria Elena Spacca, Ayomide Folorunso e Libania Grenot, possono essere l’immagine migliore del futuro del nostro sport e della nostra società. Intanto sono arrivate in finale della staffetta 4×400, e battendo il record italiano. Benedicta é romana di padre nigeriano, suo nonno é una celebrità dell’atletica nigeriana, finalista dell’alto a Melbourne 1956. Maria Elena, aquilana, trentenne, nonostante parecchi infortuni é riuscita a partecipare a Rio, e ha corso una grande frazione nella semifinale da primato. Ayomide, la più giovane, vent’anni non ancora compiuti, é nata in Nigeria, e vide dal 2004 a Fidenza. Studia medicina. É anche arrivata in semifinale nei 400 ostacoli, mentre in finale nei piani é arrivata Libania, italiana per amore dopo la partecipazione ai mondiali del 2005 con Cuba.

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