Tu.Sei.Numero.Sei

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Sul podio:
1) Il prigioniero. Dove sono? Nel Villaggio. Cosa volete? Informazioni…Vogliamo informazioni. Informazioni. Informazioni. Non ne avrete! Le avremo, con le buone o con le cattive… Chi è lei? Il nuovo Numero 2. Chi è il Numero 1? Lei è il Numero 6. Io non sono un numero! Sono un uomo libero!

2) Agente speciale. “Il tè glielo mescoli in senso antiorario” (Peel istruisce la sostituta Tara King sui gusti di John Steed). Innamoratissimo di Emma Peel, che cotta!

3) UFO. Io e Claudio registravamo le puntate. L’audio. Ché allora i videoregistratori non c’erano ancora. Poi, coi modellini (gli intercettori, lo Skydiver, gli Shado-mobili, l’automobile di Striker) le replicavamo sul tappeto. (Il futuro: il cartello della sigla iniziale ci avverte che gli extraterrestri ci invaderanno solo nel… 1980) (I capelli viola – lo scopriremo solo poi – delle ragazze di “base luna” comandate – lo scoprirò solo poi – della sorella di Nick Drake)

A colori, sulla Svizzera: I sopravvissuti. Mai più visto dopo. Troppo angoscioso per replicarlo?
Attenti a quei due. La sigla più figa di sempre. Quando vanno nella vecchia casa in campagna, fatiscente, c’è una sbarra all’ingresso e Danny la salta mentre Lord Brett, nobilmente, le gira attorno (‘sta scena mi ritorna in mente ogni volta che trovo una staccionata, anche solo una catenella). Donne e motori, naturalmente…
Morire dal ridere (i primi cinque): Bolle di sapone. Get Smart. George e Mildred + Un uomo in casa. Le rocambolesche avventure di Robin Hood contro l’odioso sceriffo. Dottori in allegria.
Lo yin e lo yang (ehm) di cowboy e indiani per bambini: I forti di forte coraggio e Rin Tin Tin.
Alla tivù dei ragazzi: La spada di Zorro (una bella z sul culone dei pantaloni del sergente Garcia. Bernardo che fa finta di essere sordo…). I cavalieri del cielo (chi si ricorda Tanguy e Laverdure?). I ragazzi di Padre Tobia (Silvano Tranquilli, con un sacrestano come il pacioso Giacinto). I racconti di Padre Brown (voglio dire: Flambeau lo faceva uno mitico come Arnoldo Foà! E Padre Brown era Rascel, eh). Pippi Calzelunghe (sì, la guardavo, lo ammetto).
E trovatemi uno, dico uno, che non guardava Richie Cunningham e Fonzie: Happy Days.


I grandissimi investigatori che risolvevano i casi negli spartani studi della nostra Rai in bianco-nero: Le inchieste del commissario Maigret (La sigla con Gino Cervi che passeggia per le rive della Senna e Tenco che canta, mamma mia!). Nero Wolfe.
A proposito di Parigi: Belfagor o il fantasma del Louvre. Ho ancora il terrore dell’antico Egitto adesso, io. (“Chissà poi perché tanta paura. Che io sappia non è mai morto nessuno…”)
La serie degli anni da studente universitario, poi: Saranno famosi. Passavano gli anni, gli interpreti diventavano sempre più fighetti e elegantini. Gli anni ottanta, in tutta la loro miseria.

Ci sarà, come per ogni serie di telefilm che si rispetti, una seconda stagione? Se sì, doverosamente, anche… Taxi.

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One thought on “Tu.Sei.Numero.Sei

  1. Alcune bambine crescono desiderando un pony – grandetaxigiallo

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